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La coppia di Aquila reale delle Rocche del Crasto di Alcara Li Fusi risulta tra le più prolifiche d’Italia, denota la buona condizione ecologica del territorio del Parco dei Nebrodi

A dieci giorni dal suo primo volo, costantemente seguito dai genitori, il giovane rapace comincia a compiere lunghe trasvolate, imparando a sfruttare l’energia delle correnti termiche ascensionali che si formano nel territorio.

Comincia a prendere piena padronanza nel volo, l’aquilotto della coppia di aquile reali delle Rocche del Crasto di Alcara Li Fusi.

Il suo grande nido, ripreso da una telecamera e trasmesso online nel sito del Parco dei Nebrodi, adesso è vuoto.

Sono stati innumerevoli gli appassionati da tutto il mondo che hanno seguito questo singolare reality naturalistico, dalla deposizione, cova e schiusa delle uova, alla progressiva crescita di questo elegantissimo rapace.

Il telerilevamento del nido dell’aquila reale - spiega il commissario straordinario dell’Ente Parco dei Nebrodi Antonino Ferro – vuole essere un modo per consentire a tutti, studiosi, appassionati o semplici curiosi, di vedere in tempo reale che cosa accade “dentro la casa dell’aquila”, ed ha consentito di acquisire numerose informazioni di carattere etologico e sulla sua alimentazione”.

Il giovane aquilotto verrà accudito dai genitori per i prossimi 5-6 mesi, dopo di che lascerà il territorio ed inizierà la fase erratica della propria vita dalla durata di circa 5 anni, fino al raggiungimento della maturità sessuale. Durante questo periodo cercherà nuove aree da colonizzare ed un compagno con cui formare una nuova coppia.

I giovani di aquila sono soggetti all’erratismo giovanile, che li porta a compiere spostamenti di centinaia di chilometri, per cui l’aquilotto nato nel territorio del Parco dei Nebrodi - spiega Antonio Spinnato, zoologo del Parco, potrà spostarsi anche in aree fuori dalla Sicilia”.

La coppia di Aquila reale di Alcara li Fusi, grazie ai successi riproduttivi registrati negli ultimi decenni, risulta tra le più prolifiche d’Italia, che denota la buona condizione ecologica dei territori del Parco Nebrodi.


5 Agosto 2009


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