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Si è insediato ieri il Cda della “banca” vivente del Germoplasma Vegetale per tutelare la flora dei Nebrodi.

Al primo Consiglio di Amministrazione del Consorzio hanno preso parte il Presidente del Consorzio, Antonio Ceraolo, Commissario del Parco dei Nebrodi, il Direttore dell’Ente Parco dei Nebrodi, Massimo Geraci, il Direttore del Consorzio, Mimmo Crisà, funzionario dell’Ente e il Rappresentante del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università degli Studi di Palermo, il Professore Rosario Schicchi.

Si tratta di un Consorzio istituito il 28 maggio scorso, tra l’Ente Parco dei Nebrodi ed il Dipartimento di Scienze Botaniche dell’ateneo di Palermo.

Gli obiettivi sono ambiziosi e si prefiggono di istituire all’interno delle strutture di Ucria e San Fratello (già ultimate) un sistema costituito da laboratori e apparecchiature tecniche e scientifiche per la conservazione, studio, ricerca e valorizzazione della biodiversità vegetale di interesse naturalistico, forestale e agrario dispiegato sul grande polmone verde del Parco dei Nebrodi.

In queste “banche” troverà casa la biodiversità vegetale dei Nebrodi, già protetta dall’attività dell’Azienda regionale foreste demaniali con una serie di azioni a tutela delle specie ad alto rischio di estinzione.

Il lavoro sarà coordinato dal professore Rosario Schicchi del Dipartimento di Scienze Botaniche di Palermo, il quale metterà a disposizione del Consorzio tutte conoscenze e gli strumenti tecnico–scientifici per la migliore riuscita del progetto.

“Questo è già un primo risultato straordinario – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Ente Parco dei Nebrodi Antonio Ceraolo – frutto di un notevole impegno rivolto alla salvaguardia della diversità biologica del patrimonio genetico vegetale dei Nebrodi, che ci ha visti protagonisti assieme al dipartimento di Scienze Botaniche di Palermo in un così importante processo di crescita ambientale”.

“Grazie all’incisiva azione del Parco dei Nebrodi – spiega il professore Rosario Schicchi, del dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Palermo - stiamo già predisponendo il programma dei lavori per avviare le prime attività riguardo il reperimento in natura, moltiplicazione e conservazione delle specie vegetali più caratteristiche del paesaggio dei Nebrodi. Tutto in stretto riferimento all’identità della specie di interesse fotogeografico. Tra cui la “petagnea Gussonei, il tasso, il faggio. Importante anche l’attività di conservazione rivolta alle cultivar tradizionali delle specie da frutto che rischiano di scomparire come il nocciolo, melo e pero”.

29 Ottobre 2008


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