
Parco dei Nebrodi

2010: Anno internazionale della biodiversità
IL PARCO DEI NEBRODI DIFENDE LA BIODIVERSITÀ
La conservazione della natura rimane l’obiettivo primario del lavoro delle aree protette, che tutelano un patrimonio biologico straordinario. Favoriscono lo sviluppo economico di territori spesso svantaggiati, diffondono cultura e consapevolezza ambientale, promuovono il recupero e la valorizzazione di tecniche agricole tradizionali, conservano il patrimonio storico-artistico ed il paesaggio. Ma, prima di tutto, le aree protette tutelano la biodiversità; e biodiversità significa vita, equilibrio, sopravvivenza.
In materia di conservazione della natura, dunque, i parchi rappresentano la principale autorità a livello internazionale. Per questo, avranno un ruolo di primaria importanza nelle celebrazioni dell'Anno internazionale delle biodiversità, il 2010, proclamato dalle Nazioni Unite per sensibilizzare i governi e l'opinione pubblica sul tema della perdita di diversità biologica e per rilanciare gli obiettivi della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (campagna di comunicazione globale per contribuire ad arrestare le estinzioni).
Il Parco dei Nebrodi, in particolare, il cui territorio è caratterizzato da un elevatissimo indice di biodiversità, è in prima linea per tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio, ambientale e culturale, che custodisce.
Il parco, infatti, rappresenta un’area di eccezionale interesse naturalistico e biogeografico, soprattutto per la presenza di una vasta copertura boschiva (circa 50.000 ettari) che si estende, in maniera pressoché continua, dal livello del mare fino alle parti sommitali. Il parco conserva oltre il 25% di tutto il patrimonio boschivo siciliano; tra le associazioni forestali più importanti, ricordiamo: la sughereta (circa 5.000 ettari), i querceti di roverella e rovere (circa 4.000 ettari), la cerreta (circa 20.000 ettari) e la faggeta, la quale, con poche interruzioni, copre tutto il crinale per circa 10.000 ettari, rappresentando l’estremo limite meridionale del suo areale di diffusione. Tra le specie che partecipano al “corteggio floristico” del faggio, il più illustre è il tasso, presente come piante sparse in molte zone dell’area protetta, ma che forma un popolamento significativo e suggestivo (50 ettari) in agro di Caronia, nella località denominata, appunto, Tassita.
Grazie alla sua alta varietà ambientale, il parco ospita comunità faunistiche ricche e complesse: numerosi i mammiferi, i rettili e gli anfibi, ingenti le specie di uccelli (oltre 150 specie di cui 91 nidificanti), eccezionale il numero di invertebrati (su un campione di 600 specie censite, ben 22 sono risultate addirittura nuove per la scienza). I Grifoni, in particolare, che volteggiavano sulle Rocche del Crasto, erano scomparsi agli inizi degli anni sessanta, a causa dei bocconi avvelenati disseminati sul territorio e destinati alle volpi. Oggi, grazie ad un progetto di reintroduzione curato dall’Ente parco, dopo tanto tempo, questi maestosi uccelli sono tornati a nidificare, costituendo sui Nebrodi l’unica colonia di tutto il meridione d’Italia e svolgendo un ruolo importante di “connessione genetica” con le altre popolazioni.
Tra le specie vegetali, inoltre, si ricordano alcuni importanti endemismi come la Petagna saniculifolia ed il Pirus vallis-demonis, mentre tra quelle animali, il Codibugnolo di Sicilia, la Cincia bigia di Sicilia e la razza autoctona del Cavallo sanfratellano.
La varietà ambientale del territorio si manifesta, anche, nella ricchezza di zone umide (le più alte della Sicilia) che costituiscono uno dei pregi maggiori dei Nebrodi sia sotto l’aspetto paesaggistico, che naturalistico; come il Lago Biviere, la zona umida montana più importante della Sicilia, non solo perché ospita molte specie animali e vegetali d’alta quota, ma anche perché zona di sosta di diversi uccelli di passo.
Straordinario, infine, il patrimonio di cultura del territorio, diversificato nelle molteplici espressioni storico-artistiche, etnoantropologiche e gastronomiche, frutto dell’antichissimo, fecondo ed intenso dialogo dell’uomo dei Nebrodi con il suo ambiente.
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Per celebrare l’Anno internazionale della biodiversità e sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della biodiversità per la conservazione della Natura e per la vita stessa dell’Uomo, il Parco dei Nebrodi è impegnato nella organizzazione di un programma di incontri, eventi, manifestazioni e convegni, per tutto il 2010.
Tale programma, attualmente di massima, è in progress e, pertanto, subirà successivamente integrazioni e definizioni, tenendo conto anche delle attività programmate dalle associazioni del territorio ed, in particolare, dagli operatori aderenti ai progetti dell’Ente Parco “Nebrodi Outdoor” e “Strada dei sapori”.
Programma iniziative
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febbraio
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S. Agata Militello
Presentazione del film-documentario “Immagina il parco”
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Longi
Inaugurazione del centro visite di Vendipiano
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marzo
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Bronte
Inaugurazione del “Centro di documentazione e studi delle aree protette del Mediterraneo” (palazzo Virzì)
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giorno 20 – Galati Mamertino
“In campo per l’ambiente” (h. 10,00)
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Iniziative organizzate da Legambiente Nebrodi
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“Sempreverdi” (h. 18,00)
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aprile
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Longi
Inaugurazione di “Nebrodi Adventure Park”, il parco avventura di Bosco Soprano
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maggio
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Manifestazione finale
Corso-concorso con le scuole “Immaginando il parco”
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giugno
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Convegno internazionale sulla biodiversità
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luglio
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Alcara Li Fusi
Inaugurazione del laboratorio didattico “La Tana delle Idee”
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agosto
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“Biodiversamente parco”
La biodiversità quale risorsa turistica
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Attività di fruizione con Nebrodi Outdoor
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settembre
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Alcara Li Fusi
Convegno a conclusione del progetto di reintroduzione dell’Avvoltoio grifone sui Nebrodi
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“Mappa della primavera”
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Iniziative organizzate da Legambiente Nebrodi
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“Puliamo il mondo”
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ottobre
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Mistretta
Inaugurazione del Museo della fauna dei Nebrodi (palazzo Portera)
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novembre
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“Il transetto della biodiversità”
Convegno sui risultati dell’indagine ambientale biennale condotta dall’Ente parco
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dicembre
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“Reintroduzione del Capriolo italico e ripopolamento del Nibbio reale: quali interventi?”
Convegno
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