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In visita sui Nebrodi una delegazione di Laureati Scienze agrarie e forestali di Belluno, tra cui ricercatori scientifici, docenti universitari e imprenditori agricoli 

Non solo turismo stagionale nel territorio del Parco dei Nebrodi, ma l’area protetta si apre ad accogliere la nuova frontiera del turismo scientifico dei ricercatori universitari e del dipartimento scienze agrarie e forestali. L’obiettivo? Visitare e scoprire le bellezze del Parco dei Nebrodi promovendo una destagionalizzazione del turismo ambientale.

Un viaggio studio finalizzato alla scoperta  delle realtà agricole, forestali e paesaggistiche. E’ su questi temi che si è tenuta la settimana scorsa la visita dell’Associazione Laureati Scienze Agrarie e Forestali di Belluno nei Parchi regionali della Sicilia. Un gruppo di quasi 50 visitatori tra tecnici agronomi, docenti universitari, dirigenti delle province, direttori di Enti Parco, produttori, enologi e imprenditori agricoli. 

La delegazione ha visitato il Parco dei Nebrodi a partire da Cesarò, con una straordinaria escursione a piedi nell’area ad alta quota del Lago Maulazzo, incastonata tra le faggete.
Apprezzata l’escursione all’Area del Capriolo di Galati Mamertino, al Bosco di Mangalaviti e al Convento di Fragalà.
Nel corso delle giornate sono state offerte delle prelibate degustazioni dei prodotti tipici dei Nebrodi. Il gruppo di visitatori è stato poi accolto dai funzionari dell’Ufficio fruizione promozione dell’Ente Parco dei Nebrodi i quali hanno illustrato tutte le peculiarità dell’area protetta nella variegata estensione distribuita su 86.000 ettari di area protetta che ne rappresenta di fatto il 25% dell’intero patrimonio forestale dell’Isola.
Gli ospiti si sono dimostrati particolarmente interessati anche alle attività agricole, alla vegetazione ed alle produzioni tipiche e soprattutto al suggestivo paesaggio culturale. 
Il vice presidente dell’associazione bellunese, Giuseppe Pellegrini, ha ringraziato tra gli altri anche l’Ente Parco dei Nebrodi per l’accoglienza, evidenziando la straordinaria biodiversità presente sui Nebrodi. Auspicando inoltre future collaborazioni mirate alla valorizzazione del patrimonio agricolo e forestale tra la Sicilia e il Veneto.
Grande soddisfazione dell’importante visita è stata espressa dal Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Antonio Ceraolo. “Il Parco dei Nebrodi è un vero e proprio “laboratorio” ambientale di interesse scientifico - ha dichiarato Ceraolo. Il Parco rientra tra le più importanti riserve naturali d’Italia e dispone di un insieme variegato di biodiversità fra i più importanti, un primato dovuto soprattutto alla posizione geografica di cui gode”.

6 Novembre 2008


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