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Sono tornati a volare tra i boschi i due Allocchi liberati la notte scorsa, dopo le cure prestate al Centro di recupero della Fauna Selvatica “Stretto di Messina”. E’ la storia a lieto fine di due Allocchi dal nome scientifico (Strix Alunco) tratti in salvo, in due diverse aree del Parco dei Nebrodi, grazie al tempestivo intervento di due volontari.                                 Il primo è stato rinvenuto a Tortotici presso Piano Pomara a circa 1.150 metri s.l.m. da un addetto alla sorveglianza territoriale del Comune e presentava una profonda ferita all’ala; Il secondo invece è stato trovato dal dipendente del Parco dei Nebrodi “Calogero” nelle montagne di Militello Rosmarino. Il volatile, spaventato e disorientato, presentava delle piccole lesioni al volto con del sangue sul becco. Dopo le cure prestate dal responsabile veterinario, Fabio Grosso gli uccelli prima di spiccare il volo hanno prima ripreso a volare in una voliera di riabilitazione. La liberazione è avvenuta all’imbrunire, nelle rispettive aree in cui sono stati rinvenuti gli uccelli, per non danneggiare la coppia in un periodo di nidificazione. “Si è voluto scegliere come sito il luogo in cui sono stati ritrovati - ha spiegato lo zoologo del Parco dei Nebrodi Antonio Spinnato - poiché gli allocchi sono degli uccelli territoriali notturni che vivono nei boschi e la liberazione è avvenuta nel rispetto scrupoloso dei requisiti eto-ecologici dell'animale". Alla liberazione degli uccelli hanno presenziato Anna Giordano,  presidente onorario dell’Associazione Mediterraneo per la natura che gestisce il centro recupero fauna selvatica dell’Azienda Foreste Demaniali.  Presenti anche Debora Ricciardi, responsabile del centro di recupero, assieme a due volontarie del centro Francesca La Rosa e Adriana Nunnari, l’ispettore del distaccamento Forestale di Tortorici Giacomo Costantino e Antonino Russo, autore del ritrovamento dell’Allocco, Antonino Russo. Una liberazione autorizzata dalla ripartizione faunistica venatoria di Messina.  Il Centro "Stretto di Messina" di Colle San Rizzo e' una struttura attiva da febbraio e dispone, oltre che di personale veterinario specializzato, di una sala chirurgica e di una nursery, oltre che di voliere per la convalescenza e la riabilitazione. “Grande soddisfazione è stata espressa dal Commissario Straordinario dell’Ente Parco dei Nebrodi Antonio Ceraolo, per la fattiva collaborazione tra il Parco dei Nebrodi e l’Azienda Regionale Foreste Demaniali che assieme operano per diversi obiettivi comuni fra cui la salvaguardia del patrimonio e di soccorso degli animali selvatici”.
L'Allocco è un rapace notturno stanziale di medie-grandi dimensioni caratteristica che lo contraddistingue dalla più piccola civetta. Si distingue dal Gufo per l'assenza dei ciuffi auricolari e per il colore degli occhi. Ha un piumaggio di fondo grigio-bruno con macchie chiare sulle ali, striature e barrature nere sul dorso. Grazie alla morbidezza del suo piumaggio, in volo è molto silenzioso, ciò lo facilita nelle fasi di caccia. La testa, voluminosa e rotonda, è di colore grigio-bruna con becco scuro e occhi completamente scuri, caratteristica insolita per gli Strigiformi. Per supplire alla scarsa visibilità laterale riesce a ruotare la testa di 270 gradi. L'Allocco ha un udito eccezionale che gli permette di sentire e localizzare anche prede piccolissime come i lombrichi. Il suo habitat naturale sono i boschi e le foreste. Nei cavi dei tronchi nidifica, utilizzando i vecchi nidi abbandonati da altri uccelli. Le uova, in numero di 3/4, sono di colore bianco e vengono deposte tra febbraio e marzo. I piccoli lasciano il nido verso le 5 settimane di vita. L'Allocco è carnivoro e si nutre principalmente di piccoli mammiferi, roditori, insettivori e piccoli uccelli che ingoia interi. Le parti non digeribili come le ossa vengono espulse dopo la digestione sotto forma di borre.
12 Giugno 2008

 

 

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