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Il presidente Fecarotti: “Strumento per pianificare e gestire lo sviluppo”

E’ stato presentato a Sant’Agata di Militello il Piano territoriale del Parco dei Nebrodi, lo strumento di pianificazione che consentirà di mettere a punto le strategie di sviluppo dell’intera area.

Il Piano territoriale del Parco rappresenta lo strumento principale per la gestione del territorio protetto perchè ne identifica le criticità ed i valori- attraverso una analisi dettagliata della realtà esistente sia dal punto di vista naturalistico che della presenza dell’uomo e delle sue attività.
“Si tratta di un momento importante, forse storico- sottolinea il Presidente del Parco dei Nebrodi Marcello Fecarotti- per un territorio che dopo secoli di marginalità aspira alla realizzazione di un modello di sviluppo improntato alla sostenibilità ambientale ed economica”.
Il Piano territoriale si avvale di una serie di cartografie che fotografano la situazione dal punto di vista ambientale ed infrastrutturale, cataloga le emergenze architettoniche,storiche ed archeologiche, le pericolosità geologiche, la viabilità, le infrastrutture ed i servizi, le necessità di conservazione e restauro, gli aspetti forestali, le ipotesi di fruizione ma anche le proposte di ampliamento e le direttrici di connessione ecologica.
Al Piano si accompagneranno alcuni Piani specialistici di gestione per cui vengono fin d’ora forniti indirizzi per la formazione: il piano di gestione silvo-pastorale, il piano di gestione faunistica e quello di tutela delle risorse idriche. Vengono inoltre identificati alcuni progetti individuati come prioritari: il censimento degli alberi monumentali e dei boschi vetusti; il monitoraggio delle variazioni delle biodiversità in relazione alla trasformazione dell’habitat; il monitoraggio dello stato dei corsi d’acqua, degli stagni e dei laghetti; il monitoraggio dei processi di dissesto sui versanti, la sperimentazione di interventi per il miglioramento dei pascoli ; il censimento delle piste esistenti, del loro grado di conservazione ed utilizzazione.
In sintesi il Piano indica alcuni principali ordini di valori da tutelare, recuperare e gestire : dalle aree di più elevata naturalità al patrimonio culturale e al paesaggio, la presenza umana e le attività economiche.
Il Piano esamina anche la situazione relativa alle zone di Riserva e ne prevede le modalità di gestione: per la zona A di riserva integrale si prevede la conservazione dell’ambiente anche ipotizzando una serie di interventi e misure finalizzate alla protezione degli habitat; per la zona B si prevede la conservazione dei caratteri dei sistemi ecologici-paesistici presenti attraverso il mantenimento degli ambienti naturali e la gestione sostenibile delle superfici produttive interessate da attività tradizionali; per la zona C, infine, si prevede che questa sia specificamente orientata a favorire la tutela del paesaggio,la fruizione ricreativa e culturale e l’uso sociale dei beni.
Il Piano, infine, sviluppa una serie di contenuti tecnici che sono riportati negli elaborati costitutivi: l’articolazione del territorio del parco in zone differenziate, la viabilità carrozzabile e pedonale e le aree destinate a parcheggi, le attrezzature pubbliche o di uso pubblico a servizio delle finalità del parco; le aree di inedificabilità assoluta anche al di fuori della zone A, le aree destinate ad interventi di restauro ambientale, le aree a destinazione forestale o agricola con le relative norme di utilizzazione, le infrastrutture a servizio dell’agricoltura e della zootecnia e le zone in cui tali attività sono consentite; i divieti di attività nonchè le direttive ed i criteri metodologici da osservarsi nella redazione degli strumenti urbanistici generali ed attuativi di competenza degli enti locali nelle zone D.
Il Pano territoriale del Parco apre nuove ed interessanti prospettive per l’intera area per la quale, per la prima volta, si pensa ad una programmazione territoriale complessiva, anche oltre i confini del perimetro del Parco.
“Si concretizza così un’idea forte - prosegue il presidente Fecarotti - un’ambizione che fin dalla istituzione del Parco ha orientato l’attività dell’Ente e di quei soggetti che in quest’idea si sono riconosciuti”
Il Piano nel suo complesso è stato illustrato nel corso di un convegno sul tema “Pianificare per governare lo sviluppo” i cui lavori sono stati aperti dall’assessore regionale al Territorio e ambiente, Mario Parlavecchio e conclusi dal presidente dell’Ente Parco, Marcello Fecarotti. All’incontro hanno partecipato tra gli altri il professore Alessandro Hoffmann, del dipartimento di Economia dei sistemi agroforestali dell’università di Palermo, Giuseppe Rossi, direttore di Federparchi e Attilia Peano docente del Politecnico di Torino e coordinatore scientifico del Piano territoriale.

Sant’Agata Militello 23 luglio 2004

 

 




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